Puntare sul residenziale per il rilancio dell’immobiliare

residenziale

Mario Breglia, Presidente Sidief – proprietaria e gestore del patrimonio immobiliare residenziale di Banca d’Italia – ha dichiarato che la domanda di locazione residenziale in Italia sta cambiando e si sta allineando all’Europa.

Ciò accade per esigenze economiche, scarsa sicurezza sul lavoro, ma anche come conseguenza dei cambiamenti demografici, culturali e legati agli stili di vita.
La mobilità lavorativa comporta infatti spesso l’esigenza di trasferirsi più volte nel corso degli anni, soprattutto per i giovani, che vedono la casa non più tanto come un bene di investimento, ma come bene funzionale e di servizio.

Se i giovani italiani si dovessero allineare alla media europea, l’Italia avrebbe una domanda di almeno un milione di alloggi, per la maggior parte dei capoluoghi di provincia. Come afferma il Dott. Breglia, il solo patrimonio di case vuote nei capoluoghi è di 1,8 milioni di unità. Si stima che una domanda di queste dimensioni potrebbe generare un mercato dei servizi da 400 milioni di euro l’anno.

In Italia manca un’industria immobiliare che si faccia carico non solo della realizzazione, ma anche della manutenzione e della gestione, ad esempio dal punto di vista della sicurezza e della messa a norma.
Per giungere a questa definizione è stata presa come punto di riferimento la Germania, che costituisce un esempio rappresentativo e un modello avanzato, gestendo professionalmente oltre il 21% del patrimonio residenziale in termini di superficie.

Dal punto di vista fiscale la locazione da parte di privati gode di numerose agevolazioni, in termini di tassazione sul reddito da locazione, recupero edilizio, plusvalenze, mentre quella derivante da soggetti diversi dalle persone fisiche è relativamente meno incentivata. Ciò frena l’inserimento nel mercato degli affitti di molte abitazioni che, per stato di conservazione o altre complessità richiedono una gestione professionale organizzata su scala appropriata per investimenti, capacità amministrative e diversificazione dei rischi.

Per rilanciare l’investimento nel comparto immobiliare residenziale è auspicabile che tutti gli immobili siano considerati, anche fiscalmente, a carattere strumentale, prevedendo quindi che partecipino al reddito imponibile in base ai costi e ai ricavi effettivi e non, come avviene oggi, sulla base delle regole proprie dei redditi fondiari.

Fonte: https://bit.ly/2qh7JNi

A cura della Redazione